Tutto è iniziato a dicembre 2025, mentre facevo quello che ogni adulto responsabile dovrebbe fare nel proprio tempo libero: ascoltare al contrario le canzoni dei Fast Animals and Slow Kids alla ricerca di messaggi subliminali.
Questa volta il messaggio era chiarissimo:
«Costruisci un Arco Etrusco per Aimone Romizi.»
Ovviamente non diceva assolutamente quello. Ma rafforzava la mia teoria secondo cui l’universo continua a mandarmi segnali molto precisi per costringermi a costruire idee geniali, complicate e completamente fuori controllo.
Così ho deciso di realizzare per Aimone non una semplice miniatura, ma l’Arco Etrusco definitivo: illuminato, dotato di un cassetto per i tozzetti e capace di servire Vin Santo direttamente dalla bottiglia.
Perché proprio Aimone Romizi
Prima di questo progetto non conoscevo personalmente Aimone.
L’ho però sempre stimato sia come artista sia come persona. Nonostante il successo e la dimensione ormai internazionale raggiunta con i Fast Animals and Slow Kids, è rimasto profondamente legato alla sua Perugia.
E poi è praticamente ossessionato dall’Arco Etrusco.
Per questo il regalo doveva mettere insieme tre elementi inseparabili: Aimone, Perugia e quella sana esagerazione che trasforma un oggetto perfettamente inutile in qualcosa che nessun altro possiede.
Il problema: nessuno produce una miniatura dell’Arco Etrusco
La prima idea sembrava semplice: andare in centro, comprare un souvenir dell’Arco Etrusco, scansionarlo e trasformarlo nel punto di partenza del progetto.
Peccato che quelle miniature non esistessero.
Nei negozi si trovavano riproduzioni di altri monumenti, ma dell’Arco niente. Anche online mancavano fotografie abbastanza complete e precise da permettermi di ricostruirlo correttamente.
A quel punto avevo due possibilità: abbandonare l’idea oppure andare personalmente davanti all’Arco e creare da solo tutto il materiale di riferimento.
Ovviamente ho scelto la strada più complicata.
Dalle fotografie al modello tridimensionale
Sono andato a Perugia e ho fotografato l’Arco Etrusco da più angolazioni, cercando di raccogliere abbastanza immagini per ricostruirne forme e proporzioni.
Ho utilizzato le fotografie come riferimento per generare una prima geometria con Meshy. Il modello ottenuto non era però immediatamente pronto per essere stampato.
Sono quindi passato a Blender e RevoScan per correggere la forma, sistemare le proporzioni e portare il modello alle dimensioni necessarie. Infine ho trasferito tutto in Solid Edge, dove ho progettato le parti mancanti e gli elementi tecnici necessari a trasformare una riproduzione del monumento in una vera macchina per la felicità.
Il lavoro di modellazione ha richiesto più di un mese.
Non si trattava più soltanto di riprodurre l’Arco: dovevo ricavare al suo interno gli spazi per la bottiglia, la pompa, i cablaggi, le luci e tutto il sistema di erogazione.
Cento ore di stampa e un chilogrammo di PLA marmo
L’opera finita misura circa 60 centimetri di altezza, 50 di larghezza e 20 di profondità.
Per stampare tutti gli elementi sono servite circa 100 ore e quasi un chilogrammo di PLA effetto marmo.
Ho scelto questo materiale perché permetteva di richiamare visivamente la pietra del monumento senza dover ricoprire completamente la stampa. I vari elementi sono stati assemblati sopra una base in legno di paulonia, abbastanza leggera da non trasformare il trasporto verso Perugia in una spedizione archeologica.
Un Arco Etrusco che serve Vin Santo
All’interno dell’opera è nascosto un piccolo spillatore alimentato da una batteria ricaricabile, collegabile direttamente a un normale caricatore da cellulare.
Il Vin Santo viene pescato direttamente dalla sua bottiglia attraverso un tubicino in silicone. Per evitare di lasciare la bottiglia aperta e ridurre il rischio di ossidazione, ho progettato e stampato un tappo su misura in TPU: il materiale flessibile aderisce al collo della bottiglia e lascia passare solamente il tubo di pescaggio.
Premendo il pulsante, lo spillatore preleva il liquido e lo porta fino alla fontanella dell’Arco.
In teoria il sistema potrebbe contenere e servire qualsiasi bevanda. Ma utilizzare qualcosa di diverso dal Vin Santo avrebbe significato ignorare completamente il senso dell’intero progetto.
Il cassetto segreto per i tozzetti
Una fontanella di Vin Santo senza tozzetti sarebbe stata incompleta.
Per questo nella base ho realizzato un cassetto nascosto destinato a contenerli. L’abbinamento tra tozzetti e Vin Santo è diventato il cuore dell’opera: non soltanto una funzione divertente, ma un simbolo mondiale di peruginità.
O cantucci, per chi continua a sostenere la versione toscana della storia.
L’errore di aggiungere “soltanto un’altra luce”
Il progetto era praticamente terminato quando ho deciso che mancava qualcosa: un’illuminazione dedicata ai bicchieri.
Questa piccola aggiunta dell’ultimo momento ha fatto saltare completamente l’equilibrio dell’impianto elettrico.
Per alimentare sia il sistema già presente sia la nuova illuminazione ho dovuto sostituire l’alimentatore con un modello dotato di due porte USB. Il problema era che dalle USB uscivano 5 volt, mentre la striscia LED richiedeva 12 volt.
Ho quindi inserito uno step-up per elevare la tensione.
La striscia era inoltre RGB, mentre io avevo bisogno di una luce con una temperatura il più possibile simile a quella del grande faro installato nella torre. Ho dovuto quindi intervenire sulle resistenze dei vari canali fino a ottenere una tonalità coerente.
Tutto questo è successo alla vigilia della consegna, quando l’Arco era nuovamente smontato sul tavolo e la scelta più intelligente sarebbe stata non toccare più niente.
Ma ormai era troppo tardi per diventare una persona intelligente.
Ho terminato il montaggio alle 1:40 di notte, aggiungendo come ultimo elemento la mia firma stampata.
Anche imballarlo è diventato un progetto
La mattina successiva ho scoperto un altro piccolo dettaglio che l’Andrea del passato aveva completamente ignorato: come si imballa un Arco Etrusco alto 60 centimetri, pieno di parti delicate e con una forma tutt’altro che regolare?
Dopo aver maledetto brevemente il progettista — che purtroppo ero sempre io — sono riuscito a costruire un imballaggio adatto sfruttando le mie vecchie competenze da magazziniere.
Poi sono partito da solo in direzione Perugia.
Più mi avvicinavo alla consegna, più aumentava il dubbio: forse avevo costruito una cosa geniale, oppure mi stavo presentando davanti ad Aimone con un enorme distributore di vino a forma di monumento etrusco.
La reazione di Aimone
Quando Aimone ha visto l’Arco, inizialmente ha reagito alla scultura, alle luci e ai bicchieri personalizzati.
Ho utilizzato dei tumbler bassi e ho inciso con il laser su ciascun bicchiere una raffigurazione dell’Arco Etrusco.
Ma la vera reazione è arrivata quando ha scoperto che non si trattava semplicemente di una lampada o di un oggetto decorativo.
L’Arco poteva realmente servire il Vin Santo.
E aprendo il cassetto avrebbe trovato anche i tozzetti.
In quel momento il mese di modellazione, le 100 ore di stampa, i problemi elettrici e la notte passata a rimontare tutto hanno finalmente avuto un senso.
Da regalo assurdo a “opera d’arte”
Nei giorni successivi Aimone era ancora felicissimo.
Non c’è stata persona passata dal suo ufficio che non sia stata praticamente costretta a vedere quella che lui definiva “l’opera d’arte”.
Le voci hanno iniziato a tornarmi attraverso le persone più disparate: Aimone mostrava l’Arco agli amici, ne spiegava il funzionamento e andava orgogliosamente in giro a vantarsi del suo nuovo gioiello.
Oggi l’Arco Etrusco definitivo è esposto nel suo ufficio, presso l’associazione i ROGHERS.
Ed è probabilmente questo il risultato più bello dell’intero progetto: non aver semplicemente costruito un oggetto, ma qualcosa che Aimone ha immediatamente sentito come proprio.
Scheda tecnica
- Dimensioni: circa 60 × 50 × 20 cm
- Materiale della struttura: circa 1 kg di PLA marmo
- Tempo di stampa: circa 100 ore
- Base: legno di paulonia
- Modellazione: Meshy, Blender, RevoScan e Solid Edge
- Sistema bevanda: spillatore con batteria ricaricabile
- Pescaggio: tubo in silicone e tappo personalizzato in TPU
- Illuminazione: faro LED nella torre e striscia LED per i bicchieri
- Conversione elettrica: step-up da 5 a 12 V
- Bicchieri: tumbler bassi incisi al laser
- Accessorio indispensabile: cassetto per i tozzetti
L’universo probabilmente non mi aveva davvero ordinato di costruire un Arco Etrusco per Aimone Romizi.
Ma, per una volta, ho fatto bene a fingere di aver capito il messaggio.
